ARTincorpo: l’arte e il corpo. Un nome semplice e al contempo ispiratore di messaggi e significati. Lo scorso Luglio all’Isola di La Maddalena, nell’incantevole Arcipelago del nord Sardegna, si è svolta la terza edizione della Rassegna «ARTincorpo – il corpo è un libro aperto» organizzata e promossa dalla omonima Associazione e in collaborazione con il «Gatto Matto Tattoo Studio» dei noti artisti dermografici Stefania Missio e Gabriele Antelmi.
Con l’edizione 2008 gli oganizzatori hanno inteso promuovere la centralità delle emozioni e degli slanci umani proponendo un percorso artistico ripartito in tre serate con un totale di nove performance di artisti di levatura sia nazionale sia locale.
Il pubblico, molteplice ed eterogeneo, è stato accompagnato dagli artisti fra i vicoli della cittadina per esperire, in un percorso variegato, abilità interpretative apparentemente differenti la cui centralità è appunto la passione.
Innazi tutto è stato dato ampio spazio all’arte oratoria, al teatro senza palco, in cui l’attore accompagna se stesso e gli spettatori in un racconto diretto che diviene corale poichè basato sulla reciprocità narratore/ascoltatore.
Ad inaugurare la Rassegna lo spettacolo «Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta» di e con Giuseppe Cederna. Attraverso la sapeinte interpretazione di letture e poesie, accompagnate dalle splendida musica dal vivo di Alberto Capelli, si è vissuto un viaggio non solo attraverso Paesi e genti lontani e attraverso Città e Metropoli così perfette e moderne nel comune immaginario ma, e soprattutto, attraverso l’intimo sentire la vita che fa di un semplice sasso un «alto» messaggero di verità assolute.
Ancora narrazione ma da un punto di vista differente con la performance «Quei panni stesi» di Stefania Missio. Ai passanti è stato donato un libricino, creato per l’occasione dall’artista, in cui un breve racconto conduce il lettore attraverso un percorso fra i vicoli storici di La Maddalena; lentamente, man mano che la trama procede, personaggi e lettori sono divenuti protagonisti per cui il narratore sparisce e l’atto artistico si compie nel connubio fra i personaggi e il lettore/fruitore di sentimenti e ambienti.
Gran successo ha riscontrato lo spettacolo «Giovanna che immaginò Dio» di Silvia Frasson e Geppina Sica interpretato magnificamente da Silvia Frasson accompagnata dalle interpretazioni musicali della fisarmonicista Alice Rohrwacher. Il pubblico è stato coinvolto in un canto in onore dell’immaginazione, della potenza creativa dell’essere umano. Da una parte Giovanna, persona e personaggio che incarnò Dio e fece della sua vita una missione, dall’altra l’attrice che durante il monologo si è fatta “incarnare” da Giovanna dando voce e corpo a lei e a tutti i personaggi di questa storia. Un festoso racconto completato ed impreziosito dall’interazione che l’attrice/autrice e la musicista hanno richiesto al pubblico.
Sempre in ambito delle espressività teatrali, il programma ARTincorpo 2008 ha proposto «Ma non è una cosa seria» di Luigi Pirandello interpretato da «Le Ombre dei Fantasmi». Il giovanissimo gruppo di attori, uno dei punti di forza del panorama culturale amatoriale maddalenino, ha messo in scena un libero riadattamento dell’opera pirandelliana. Motivo base della commedia è il dubbio, tutto moderno, sulle responsabilità della vita coniugale. Pur nella fedelissima interpretazione nei costumi e nelle scenografie dell’epoca dei primi del ‘900, i giovani interpreti sono riusciti a far vivere di luce nuova un classico della letteratuta italiana tenendo abilmente conto, nel corso della recitazione, delle reazioni del pubblico che è stato provocato ed invitato ad interagire.
L’esecuzione «Il filo di Arianna» di Marcella Marcialis e Saverio Minunno, ha dimostrato quanto le arti posano essere complementari quando il motivo conduttore è un unico sentimento, un assoluto. Danza, musica, recitativo: tre arti unite per coinvolgere fisicamente il pubblico. Il filo della memoria che coinvolge talmente da portare con naturealezza gli spttatori a interagire con le parole e la fisicità della danza così da ritrovarsi, ciascuno, a partecipare col corpo e a sentirsi compromesso nel cuore.
La performance che, più di tutte, ha scosso animi e sensi è stata quella del Gruppo «L’Incantesimo» diretto da Antonello Camarda. La performance «I Trampolieri: Cielo, Terra, Fuoco» è da considerarsi come un vero viaggio dei sensi , quindi della mente, nello spazio non solo urbano bensì nell’animo umano. Gli spettari, camminando nei vicoli del paese, sono stati coinvolti in un itinerario in cui vista, olfatto, udito e tatto li hanno accompagnati in una atmosfera immaginifica e coinvolgente. Quadri viventi di maschere nere, alte figure in movimento bianche e imperscrutabili che, con passi lunghi a scandire le note potenti della musica, hanno condotto ciascuno in un intimo percorso fra elementi primari come il foco.
Da tre anni la Rassegna tiene conto della molteplicità delle espressioni artistiche per avvicinare chiunque, giovane o anziano, colto o meno preparato, all’esperienza dell’arte contemporaea. Per ciò, nell’edizione 2008, sono state proposte alcune performance dedicate ad espressività sia storiche sia attuali. Dedicata all’antica arte circense dei Giocolieri la performance di Antonio Tremani «Le Mani (e i Piedi)» ha coinvolto in modo appassionato un pubblico di adulti e piccoli con scenografici esercizi di equilibrio e concentrazione alternando momenti di svago e divertimento a vere e proprie tensioni emotive concentrate sull’abilità dell’artista.
Dedicata a una espressività tanto antica quanto attuale per le implicazioni e le valenze anche sociali è stata la performance «Modella per un giorno». E’ stato affrontato l’argomento moda; la moda come arte artigianale e gioco, come libera interpretazione di se stessi, dei sentimenti, del proprio modo di essere e di voler esser percepiti. Il corpo come mezzo espressivo per eccellenza, usato a misura per il cuore e non per uno status symbol. Delia Balzano, Annalisa Pes e Giulia Chiscuzzu hanno accompagnato il pubblico in una giostra di accessori coloratissimi e di trucchi fantasiosi per permettere a chiunque di esprimersi con soavità e per mostrare la gioia di esser se stessi ai passanti, senza compromessi.
L’appuntamento più atteso è stato quello della Osservazione del cielo a cura del Gruppo Astrofili di Cagliari. ARTincorpo ha promosso una serata dedicata all’arte più antica: quella dell’osservazione dell’Universo. Una attività che nei millenni ha portato l’uomo alle religioni, alle credenze, alla filosofia e alle scienze moderne come la nanotecnologia. Un percorso visivo e diretto fra antica sapienza e moderne concezioni che arrivano all’ipotesi, oggi concreta, degli universi paralleli e del viaggi nel tempo.
ARTincorpo – il corpo è un libro aperto, è stata accolta ancora una volta con entusiasmo e partecipazione; una Rassegna di arte contemporanea che nel tempo si dimostra preziosa e coinvolgente per artisti e spettatori.

